Audit Google Ads eCommerce

Prima di cambiare agenzia o aumentare budget, controlla cosa sta imparando Google

Un account può sembrare sano e nascondere conversioni gonfiate, feed deboli o ROAS non profittevole.

Un audit serve a capire se Google Ads sta portando ordini reali, margini e clienti, oppure solo report rassicuranti.
Controlli tecnici
  • Conversioni primarie e secondarie.
  • GA4, Tag Manager e Consent Mode.
  • Purchase, value, currency e duplicazioni.
  • Import offline o CRM se presenti.
Controlli campagne
  • Performance Max e Shopping.
  • Search brand e non brand.
  • Query, posizionamenti e prodotti.
  • Budget, ROAS target e strategia offerte.
Controlli commerciali
  • Ordini reali vs conversioni.
  • Margini, resi e annullamenti.
  • Prodotti civetta e prodotti profittevoli.
  • Nuovi clienti e qualità traffico.

Cosa ricevi dall’audit

Report con priorità

Documentiamo ogni rilievo con evidenza, impatto possibile e priorità. Separiamo errori di misurazione, sprechi probabili e opportunità da testare, senza attribuire causalità che i dati non dimostrano.

Piano di verifica

Indichiamo quali controlli fare subito, quali richiedono un periodo di osservazione e quali dipendono da sito, feed, CRM o gestionale. Le modifiche operative non sono incluse automaticamente: vengono concordate dopo la revisione.

Confronto con i dati aziendali

Quando gli accessi lo permettono, confrontiamo Google Ads con ordini, fatturato, resi e stato dei lead. L’attribuzione pubblicitaria resta una stima e va letta insieme alle fonti commerciali.

Perimetro e accessi necessari

Prima di iniziare definiamo account, intervallo temporale e obiettivi. In genere servono accessi in lettura a Google Ads, GA4, Tag Manager e Merchant Center; per verificare vendite o lead possono servire esportazioni dal CMS o dal CRM. L’audit fotografa il periodo analizzato e non garantisce incrementi futuri: serve a prendere decisioni su dati più affidabili.

Audit Google Ads: accessi, report e priorità

Quali accessi e dati servono per un audit Google Ads eCommerce?

Di solito servono accessi in lettura a Google Ads, GA4, Tag Manager e Merchant Center, insieme a un'esportazione degli ordini per il periodo analizzato. Identificativo, valore, data, stato e resi aiutano a verificare le vendite senza condividere dati personali non necessari. Il perimetro si concorda prima dell'analisi.

Sono utili obiettivi, categorie prioritarie, margini disponibili e cambiamenti recenti del sito o delle campagne. Non occorre condividere password: gli accessi vengono concessi ai singoli strumenti. Se manca una fonte, il report deve indicare quali conclusioni restano verificabili e quali richiedono altri dati.

Cosa deve contenere il report di un audit Google Ads?

Il report deve collegare ogni problema a un'evidenza: conversioni duplicate, valori ordine incoerenti, prodotti esclusi dal feed, distribuzione della spesa o query non pertinenti. Deve specificare account, periodo e limiti dei dati, distinguendo errori verificati da ipotesi da testare.

Per ogni intervento servono priorità, azione proposta e controllo successivo. Una correzione del tracking viene prima di una decisione fondata su quel tracking. L'audit deve aiutare a scegliere cosa correggere, mantenere o sperimentare, senza promettere un aumento di vendite dedotto da un singolo indicatore.

L'audit richiede di cambiare agenzia o interrompere le campagne?

No. Un audit può essere un'analisi autonoma dell'account esistente e non implica il trasferimento della gestione. In lettura non cambia campagne, budget o conversioni. Serve a capire quali dati e decisioni meritano una verifica, anche quando l'azienda continua con il fornitore attuale.

Eventuali modifiche vengono pianificate dopo la diagnosi, con un responsabile e una base di confronto. Se emerge un problema urgente, si definisce una correzione circoscritta. Ricostruire tutto l'account prima di capire il problema può cancellare riferimenti utili e rendere meno chiaro l'esito.

Perché verificare tracking e feed prima di aumentare il budget?

Le campagne usano le conversioni per orientare le offerte e il feed per rappresentare i prodotti. Se acquisti, prezzi o disponibilità sono errati, una maggiore spesa può amplificare decisioni basate su informazioni sbagliate. Un miglioramento apparente nel report non dimostra che gli ordini effettivi siano cresciuti.

Si confrontano eventi e ordini, si cercano duplicati e si verifica la coerenza fra sito, feed e Merchant Center. Solo dopo si valutano segmentazione, creatività e budget. Se i dati non permettono la riconciliazione, il limite va dichiarato prima di proporre una strategia di crescita.

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