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Stima basata sui byte trasferiti.
Green Web Audit
Dati tecnici verificabili, una stima CO₂e dichiarata come tale e una roadmap ordinata per impatto. Niente traffico inventato, niente numeri senza fonte.
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Stima basata sui byte trasferiti.
Azioni ordinate per beneficio tecnico stimato, non per facilità di vendita.
Potenziale rilevato da Lighthouse
– byte evitabili individuatiLaboratorio e utenti reali sono tenuti separati: rispondono a domande diverse.
Una singola esecuzione controllata di Lighthouse. Utile per diagnosticare, non per descrivere tutti gli utenti.
CrUX aggrega l'esperienza reale al 75° percentile, quando il campione pubblico è sufficiente.
Il peso della pagina conta anche con poco traffico: se i caricamenti aumentano, l'impatto cresce nella stessa proporzione.
La proiezione apparirà dopo l'analisi della pagina.
Ogni numero ha un tipo: misurato, osservato o modellato.
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Come leggere l'audit
Le emissioni digitali non si ricavano da un contatore universale. Questo audit applica il Sustainable Web Design Model v4 ai byte misurati da Lighthouse oppure, quando il test non è disponibile, a una stima limitata delle risorse dichiarate nella pagina.
Peso e metriche Lighthouse della singola esecuzione; in fallback, il peso è indicato esplicitamente come stima diretta.
Core Web Vitals CrUX al p75, solo se Google dispone di un campione pubblico sufficiente.
CO₂e attribuita a data center, rete e dispositivi secondo SWDM v4.
Da fonti pubbliche gratuite le pageview sono spesso incomplete o costruite con euristiche fragili. I pulsanti mostrano quindi proiezioni dichiarate — non traffico attribuito al sito — e puoi sostituirle con il numero reale di caricamenti pagina.
No. La Green Web Foundation verifica le dichiarazioni energetiche del provider. SWDM riduce solo la componente operativa del data center; rete, dispositivi ed emissioni incorporate restano nel modello.
Serve per trovare colli di bottiglia. Per decisioni importanti conviene ripetere il test, analizzare più template e confrontare i risultati con dati RUM o Search Console.
Google Web Risk controlla se l'URL compare in liste di minacce note, come malware o social engineering. Nessuna corrispondenza non dimostra che il sito sia privo di vulnerabilità o compromissioni.