Google Ads per eCommerce
Per questo gestiamo Google Ads collegando campagne, Merchant Center, GA4, ordini reali, margini, resi e qualità commerciale.
- Conversioni primarie e secondarie.
- Valore ordine e duplicazioni.
- Feed Merchant Center.
- Performance Max, Shopping e Search.
- Budget per prodotti, margini e categorie.
- Consent Mode, GA4 e Tag Manager.
- Shopping Standard.
- Performance Max.
- Search brand e non brand.
- Remarketing quando ha senso.
- Test su categorie e prodotti strategici.
- Purchase non tracciato bene.
- Add to cart usato come obiettivo principale.
- Feed non segmentato.
- ROAS calcolato senza margine e resi.
- Campagna unica su tutto il catalogo.
Approfondimenti collegati
Google Ads per eCommerce: conversioni, ROAS e catalogo
Un ROAS alto significa che le campagne eCommerce sono profittevoli?
No: il ROAS confronta ricavi attribuiti e spesa pubblicitaria, senza includere automaticamente margine, resi, sconti, spedizioni e costi di gestione. Può apparire alto se vengono contati eventi duplicati o se il valore degli ordini è sbagliato. Anche vendite attribuite al brand richiedono una lettura separata.
Prima si riconciliano acquisti e valori con gli ordini effettivi; poi si calcola quanto margine resta dopo i costi pertinenti. Il livello sostenibile cambia per categoria e prodotto. Un obiettivo di ROAS unico può spingere articoli con ricavi elevati e contributo economico insufficiente.
Quali conversioni usare per ottimizzare Google Ads su un eCommerce?
Quando l'obiettivo è vendere, il riferimento è l'acquisto verificato, con identificativo ordine e valore corretto. Carrello, inizio checkout e visita sono segnali utili per leggere il percorso, ma non equivalgono a un ordine. Trattarli indiscriminatamente come obiettivi principali può orientare le campagne verso utenti che non comprano.
La configurazione va controllata per evitare doppie registrazioni e importazioni sovrapposte. Ordini annullati, resi e differenze tra piattaforme di analisi vanno interpretati prima di cambiare budget. La scelta dipende dal modello commerciale e dalla qualità dei dati, non da quanti eventi si riescono a tracciare.
Quando scegliere Shopping Standard e quando Performance Max?
La scelta dipende da controllo richiesto, catalogo, budget, qualità delle conversioni e storico. Shopping Standard e Performance Max hanno logiche e copertura diverse: confrontarle solo sul ROAS aggregato può nascondere differenze di prodotti, domanda brand e valore delle vendite.
Prima del confronto si verificano feed, prezzi, disponibilità e obiettivi; poi si definisce un test leggibile con categorie e periodi confrontabili. Performance Max non corregge automaticamente un checkout problematico o dati ordine errati. Se i segnali non sono affidabili, la prima attività è sistemarli.
Conviene promuovere tutto il catalogo o solo alcuni prodotti?
Non sempre tutto il catalogo merita lo stesso investimento. Si valutano margine, stock, competitività del prezzo, stagionalità e possibilità di consegna. Un prodotto molto cliccato ma spesso indisponibile o poco remunerativo può assorbire spesa senza contribuire al risultato.
Categorie e gruppi di prodotti possono essere organizzati con attributi e custom label del feed. La segmentazione deve essere sostenibile per il budget e i dati disponibili: creare troppi gruppi piccoli rende difficile la valutazione. Le priorità vengono aggiornate insieme a disponibilità e condizioni commerciali.